Nuovi ostacoli alla guarigione: la reazione tra interferenti endrocrini e salute animale

Testo integrale della relazione presentata al Congresso Nazionale SIOV del 2014.

Un documento completo e approfondito che tratta non solo dei micro-inquinanti emergenti ma anche di come limitarne l’azione con specifici provvedimenti e accortezze. Buona lettura!

Seguendo il percorso tracciato dal padre (anche) della medicina preventiva, in particolare negli
aforismi 4 e 77 dell’Organo dell’Arte di Guarire (6a edizione), in questo lavoro vengono trattati gli
interferenti endocrini (IE) e la loro relazione con la salute degli animali domestici.

“§4- [il medico] E’ ugualmente conservatore della salute se conosce le cose che la disturbano e
quelle che danno origine alle malattie e sa allontanarle dalle persone sane” (C.F.S. Hahnemann)

 

Gli IE sono una classe di sostanze in grado di determinare a dosi molto piccole, da microgrammi a
decimi di nanogrammo per litro, un effetto biologico a carico degli organi del sistema endocrino. La
distribuzione degli IE e la loro concentrazione nel biotopo è ubiquitaria e dipende principalmente
dalle attività produttive umane. L’esposizione a queste sostanze promuove un’azione di disturbo
continuo della forza vitale contribuendo all’attivazione del miasma latente. Il meccanismo di azione
degli IE richiama il concetto ippocratico di ormesi; sostanze ritenute un tempo non dannose al di
sotto di una determinata dose, risultano così essere biologicamente attive per concentrazioni ben al
di sotto del limite massimo di residuo (LMR) consentito per alimenti ed acqua.
Sono più di trecento le sostanze attualmente considerate appartenenti alla classe degli IE, tra queste
troviamo i contaminanti alogenati persistenti (diossine e PCB), i ritardanti di fiamma (PBDEs),
numerosi biocidi e antiparassitari, alchilfenoni (PBA), ftalati, metalli pesanti e fitoestrogeni.
L’esposizione è quotidiana ed avviene attraverso contatto cutaneo, aria, cibo e acqua. In particolare
negli alimenti gli IE posso essere presenti già nelle materie prime (contaminazione primaria) o
trasferirsi per contatto dai contenitori (contaminazione secondaria attraverso il packaging).
Gli IE sono corresponsabili della patogenesi di diverse sindromi, tra le quali disfunzioni tiroidee,
diabete, sindromi neurodegenerative, stati di immunodepressione e affezioni cancerose la cui
prevalenza è in drammatico aumento negli animali domestici.
Pur essendo stati prodotti numerosi lavori scientifici negli ultimi vent’anni il problema degli
interferenti è ancora poco noto ai non addetti ai lavori e, dal punto di vista della medicina
preventiva veterinaria e non, le misure contenitive e precauzionali risultano insufficienti.
In questo lavoro di ampia ricerca bibliografica vengono analizzati i principali IE, dove si trovano,
la relazione con alcune condizioni di infermità degli animali domestici e come prevenirne il contatto
. Viene inoltre fornita una chiave di lettura sistemica del fenomeno utilizzando gli strumenti propri
dell’olismo e dell’ecologia.
Dal quadro complessivo si desume che la soluzione definitiva del problema dei micro-inquinanti
necessiterebbe un cambio paradigmatico profondo, tale da investire ogni livello (individuo,
collettività, sociale, produttivo, valoriale) dell’organizzazione umana. Considerando il costo
economico di un tale cambiamento, i cui effetti benefici diverrebbero apprezzabili in non meno di
trentanni, risulta maggiormente realistico elaborare strategie e buone pratiche per limitare gli effetti
degli interferenti endocrini sulla salute animale, contribuendo così ad una sana educazione
ecologica delle persone. Prendendoci cura dei nostri animali infine ci prendiamo cura di noi stessi.

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Nuovi ostacoli alla guarigione: la reazione tra interferenti endocrini e salute animale