Paprika è una gatta persiana, tricolore e bianco, il pelo morbido, vaporoso, gli occhi nocciola caldo. Ha quattro anni e un grosso problema: lo stress da parto.
Essere mamma per lei è una situazione impossibile da sostenere. Ha già avuto tre cucciolate.
Del primo parto è sopravvissuta solo una cucciola, gli altri sono stati aggrediti e purtroppo uccisi dalla stessa Paprika.
Nella seconda e terza cucciolata, ripetendosi gli episodi di aggressione verso i cuccioli, questi sono stati presto allontanati e alimentati dagli umani della casa. A nulla sono serviti i feromoni.
Paprika è nuovamente in gravidanza, il parto è previsto tra poco più di venti giorni. Non esistendo nulla di chimico/farmacologico che possa aiutare la gatta a non essere sopraffatta dall’ansia e aggredire i cuccioli, la speranza dei suoi bipedi è di trovare una risposta con la medicina omeopatica.
Una questione di Metodo
Il funzionamento dei rimedi omeopatici resta tutt’ora un mistero, almeno in parte. Il metodo di scelta di un rimedio invece segue regole precise e sostanzialmente invariate da più di duecento anni.
Una famosa e antica farmacia austriaca possiede una collezione (remedioteca) di ben 5500 diversi rimedi omepatici. L’omeopata sa che uno di quei 5500 è il rimedio giusto per il paziente.
Un rimedio è detto simillimum quando non solo è la sostanza omeopatica per caratteristiche più simile al paziente, ma quando anche la diluizione e il modo in cui viene somministrato sono perfettamente armonizzati sul paziente.
Ma quale scegliere tra questi oltre 5000? Come si fa a trovare il rimedio per Paprika?
Solo applicando correttamente il metodo omeopatico è possibile trovare il rimedio giusto. 
A volte, pur con tutta l’attenzione e professionalità del medico omeopata, non si riesce alla prima prescrizione. Anche in questo caso solo affidandosi al metodo è possibile aggiustare il “tiro” e incontrare quello giusto in una successiva prescrizione.
Per Paprika purtroppo, considerando l’imminenza del parto e soprattutto il fatto che è il parto stesso l’evento scatenante, non esiste una seconda possibilità.
Il metodo in generale consiste nel visitare il paziente, eventualmente richiedendo esami di laboratorio quando necessario e quando non sono già presenti, e sottoporlo poi al cosiddetto interrogatorio omeopatico.
La centralità del dialogo
Durante l’interrogatorio il paziente oppure il cliente nel caso della visita veterinaria espone il problema in parte parlando liberamente in parte stimolato dalle osservazioni e domande dell’omeopata. Il dottor Hahnemann a tal proposito descrive nel suo Organon dell’Arte del Guarire anche l’atteggiamento che deve tenere il medico. Il racconto libero non deve essere interrotto, il medico ascolta, prende appunti e solo in un secondo momento riprende i punti essenziali di quanto detto, verifica di aver capito correttamente e quindi con domande specifiche ma aperte esplora le -parti del racconto che ritiene importanti. Verrebbe quasi da dire che Hahnemann (1755-1843) ha anticipato di oltre un secolo l’idea dell’ascolto attivo del counselling!
Sintomi peculiari e strani della totalità dell’individuo
Le notizie salienti dell’interrogatorio sono quelle che riguardano in modo specifico ed individuale il paziente. E’ piuttosto generico dire che il paziente vomita, ma se questo sintomo compare solo nei giorni di luna piena allora sarà considerato un sintomo peculiare e strano di quel paziente. I sintomi di questo tipo possono riguardare sia caratteristiche di malessere fisico o mentale ma anche aspetti comportamentali non esclusivamente disfunzionali. Per quanto troppo generico, essere “allegro” o l’essere “una buona forchetta” sono aspetti della persona o dell’animale degni dell’attenzione dell’omeopata senza essere sintomi di “malattia”.
L’insieme di pochi ma specifici sintomi del paziente costituiscono un quadro. Un buon quadro di sintomi è quello che permette di immaginare il paziente anche senza averlo mai visto. Un buon quadro esprime la totalità del paziente.
L’essenziale di Paprika
Paprika vive molto lontana dal medico veterinario omeopata ed essendo poco tollerante agli spostamenti, la sua umana non può far altro che raccontarla al telefono. La difficoltà è ancora maggiore.
Nel racconto libero la gatta viene descritta attraverso i seguenti  elementi: “Quando sente i gattini piangere inizia ad agitarsi e diventa via via più aggressiva e come fosse  una isterica nevrastenica si avventa su di loro azzannandoli. Per effetto dello stress dopo pochi minuti dal parto la lattazione si blocca; quando i gattini si avvicinano ai capezzoli, la gatta, con le pupille dilatate, le orecchie basse come fossero due linee e la respirazione rapida e ansante, inizia a soffiargli rabbiosa e infine li attacca. E’ sempre stata molto aggressiva con il suo partner felino ed gli altri gatti di casa. Dopo il parto, dopo la secrezione di poco colostro, il latte smette di fluire e la lattazione si blocca completamente. Una volta svezzati, quindi quando non hanno più la necessità del latte, i gattini possono essere messi a contatto con la madre, la quale si mostra affettuosa nei loro confronti. Non sopporta di essere portata fuori di casa, si stressa paurosamente e quando torna a casa emette miagolii strazianti e gutturali. E’ molto possessiva con i suoi umani, li segue in ogni stanza, ma se gli viene fatto qualcosa che non desidera in quel momento, come essere pettinata, reagisce soffiando. Sempre diffidente con chi non conosce”.
Il repertorio dei sintomi
Raccolti i sintomi essenziali l’omeopata deve consultare un grosso libro, che per fortuna adesso è in formato digitale, chiamato Repertorio. Ne esistono di diversi autori e sono il frutto di anni di ricerca meticolosa durante cui omeopati di chiara fama e affidabilità hanno raccolto i sintomi di ogni rimedio conosciuto, sia che derivassero dalla sperimentazione omeopatica, sia da casi clinici comprovati. Uno dei repertori più utilizzati, il Syntheis, ha circa duemila pagine e stimo, cautelativamente, contenga più di ventimila sintomi. Questi repertori sono elaborati su e per i pazienti umani. Al veterinario omeopata non resta che trarre, cercando di interpretare meno possibile, dal racconto/interrogatorio omeopatico pochi e ben selezionati sintomi da cercare nel repertorio. Il repertorio ha questa caratteristica: ogni sintomo presenta un elenco di rimedi che possono curarlo. I rimedi che coprono il numero maggiore di sintomi sono quelli da considerare in prima battuta per scegliere il rimedio da somministrare.
I sintomi di Paprika sono: la pazzia puerperale, il desiderio di uccidere i propri figli, la soppressione del latte provocata dalla collera, i disturbi della lattazione con il latte che scompare dopo il parto comunque a causa di disturbo emotivo.
Omeopatia informatica
Non solo per pigrizia, invece che mettersi a sfogliaremeticolosamente il repertorio, pagina per pagina, l’omeopata moderno utilizza un software di ricerca testuale. 
Inserisce i sintomi e il programma elenca in ordine di affinità a questo caso 60 rimedi omeopatici, da quelli che compaiono in più sintomi a quelli meno rappresentati. Per la gatta ci sono almeno 8 rimedi possibili, che coprono da tre a quattro dei sei sintomi presi in considerazione. Troviamo, secondo l’ordine dell’analisi, atropa belladonna, matricaria chamomilla, mercurius solubilis, aconitum nepellus, bryonia alba etc.
Ritorno ai libri: la Materia Medica
Raramente un rimedio comprende tutti i sintomi considerati; anche per questo motivo il metodo prevede una seconda e importante fase: la consultazione della Materia Medica. In questi numerosi volumi, la Materia Medica, ogni rimedio ha una descrizione approfondita. Leggendo la descrizione e tenendo viva in sé l’immagine del paziente, in tutta la sua complessità, se ne verifica la similitudine. Il rimedio la cui descrizione appare più simile al paziente viene scelto per la prima prescrizione.
Non esiste comunque la garanzia che la salute verrà ripristinata completamente con la prima prescrizione!
Le variabili, trattandosi di un paziente vivente e non di un’automobile, sono numerose!!
Il dialogo rimane sempre centrale
Somministrando o assumendo il rimedio questo interagisce con la capacità di reazione del paziente. L’interazione produce variazioni sulla sintomatologia. Dalla somministrazione in poi è assolutamente necessario lo stabilirsi di un dialogo continuativo tra paziente o chi se ne prende cura e il medico curante. Senza questo dialogo, se l’omeopata non riceve notizie periodiche e dettagliate di come sta rispondendo il paziente, le probabilità di successo terapeutico si riducono drasticamente.
Una buona camomilla..senza “camomilla”
Nel caso di Paprika viene scelto come rimedio Matricaria chamomilla diluita alla 200 cH.
La diluizione è senza dubbio il gran mistero dell’omeopatia, la sfida ad ogni mente razionale.
La 200esima diluizione nella scala centesimale di Hahnemann (200 cH) non contiene, secondo criterio statistico (numero di Avogadro), alcuna molecola della tintura madre iniziale della pianta di camomilla. Esattamente come per l’oscillococcinumTM.
Abbiamo provato a fare un calcolo folle: anche ammettendo che nella 200 ch ci sia ancora una infinitesimale traccia chimica della sostanza di partenza questa sarebbe pari a 1×10-400 ml (ovvero uno zero virgola seguito da 399 zeri per arrivare ad un 1). Per poter ritrovare 1 ml della sostanza di partenza, sarebbe necessario riempire di soluzione 200 cH un volume pari a 10373  Pianeti Terra ! Inimmaginabile.
Eppure si potrebbe dire che un rimedio molto diluito sta alla sua sostanza di origine come il profumo della rosa sta al suo fiore..
Il parto di Paprika
Paprika prende il rimedio una settimana circa prima del parto e, ulteriore complicazione, a causa del contemporaneo trasloco della sua famiglia umana viene affidata temporaneamente ad un’altra famiglia. L’omeopata rimane un poco sbigottito. Per forza di cose viene aggiunto un altro fattore stressogeno ovvero lo spostamento, comprensivo di viaggio in auto e adattamento all’ambiente nuovo, per di più popolato da numerosi altri gatti. Notano però le persone, con il grande merito di informare l’omeopata, che la gatta è meno schiva di come se la ricordavano, si lascia accarezzare ed è più serena.
Il parto comunque non avviene in maniera semplice, Paprika è molto agitata, il respiro è molto veloce e richiede la presenza degli amici umani. Ma non aggredisce i cuccioli. Questi riescono anche ad attaccarsi alle mammelle. Una placenta tarda ad essere espulsa e fatto che sembra innervosirla ulteriormente. Nascono quattro gattini, tre maschi ed una femmina.
Viene deciso di ripetere il rimedio a parto finito e continuare ogni giorno.
Nei primi giorni una sola volta la gatta reagisce con una zampata verso l’unica figlia, senza causare danno. Il contatto telefonico con l’omeopata è giornaliero nella prima settimana dal parto.

I gattini e la mamma vengono sorvegliati costantemente; in  alcuni momenti per cautela sono allontanati e ricevono latte artificiale ma per lo più è Paprika ad allattarli. Pur sempre in evidente stato di ansia, questa volta oltre a non perdere il latte, manifesta chiaramente di voler stare con i suoi cuccioli. Cerca di portarli in un posto diverso dalla nursey, li lava con estrema cura e li difende, soffiando se si avvicina qualcuno che non conosce bene.

I cuccioli questa volta sopravvivono tutti, le foto parlano da sole! La loro mamma, grazie al rimedio omeopatico e alla somma attenzione dei custodi umani, può vivere l’esperienza della maternità come mai l’aveva vissuta prima!
Nessuna molecola è contenuta in un rimedio alla 200 cH, eppure il risultato non lascia adito a dubbi. Metodo e collaborazione stretta con il paziente, o chi se ne prende cura, fanno la differenza.
L’omeopatia, la medicina omeopatica, è arte, scienza e coscienza. Una medicina in cui la relazione tra medico e paziente è fondamentale. Ogni specifico paziente risponde, in accordo a capacità di reazione e similitudine, ad uno specifico rimedio.
E’ importante ricordare che l’omeopatia non dona l’immortalità, non è un atto magico ma è un atto di coscienza e responsabilità.
Un grazie particolare alla prof.ssa Bruss che ha sovrainteso al folle calcolo e a Maddalena P.B. e Paolo M. che lo hanno brillantemente risolto.